Fase I: Progettare

In cosa consiste questa fase?

  • Conoscere il percorso di ASOC, “le regole del gioco” e gli obiettivi
  • Capire in cosa consistono le Politiche di Coesione e le politiche pubbliche in generale, a cosa servono e perché è importante occuparse con ASOC
  • Capire cos’è OpenCoesione e quali sono le sue attività e i suoi obiettivi
  • Scoprire cos’è il monitoraggio civico, in cosa consiste, quali strumenti abbiamo per esercitarlo
  • Data Expedition: divisi in gruppi, sviluppare almeno due proposte di ricerca relative al proprio territorio partendo dal portale OpenCoesione
  • Decidere assieme al docente quale proposta portare avanti per tutta la durata del percorso ASOC
  • Dividersi in ruoli e assegnare le attività da svolgere a casa

La Storia è capace di unire più comuni verso un unico grande centro?

Motivazioni ed obiettivi


Il Team si è a lungo confrontato su quale fosse la scelta giusta per raccontare il territorio a partire dal monitoraggio civico. Ebbene l’immaginazione di molti si è fatta solleticare da un progetto vasto, ambizioso e intercomunale: “Sulla via di Altanum”.


Si tratta di creare opere, infrastrutture, che mettano in comunicazione 4 comuni: Polistena, Cinquefrondi, San Giorgio Morgeto e Melicucco. Non è solo una questione di malta, cemento e acciaio, ma si tratta di costruire – o meglio ricostruire – un tratto di identità comune tra enti limitrofi. Tra le altre cose, il punto di partenza è la storia medievale che unisce le vicende di centri urbani nell’orbita di re Morgete e di Altanum. Grazie ai fondi europei è quindi possibile valorizzare il territorio, costruire senso di comunità. L’obiettivo è, in primis, sviluppare le competenze di ricerca, riflessione e organizzazione dei dati. Capire come si cercano i dati, come si aggregano e come si commentano. Quindi si pensa alla “qualità” di questi dati, e dunque si valuta come questi fondi sono stati investiti, se le stime sono state rispettate, se i pagamenti sono regolarmente corrisposti. Il livello successivo è quello di trasformare una ricerca in qualcosa che abbia impatto sulla popolazione coinvolta. Non è un mistero, infatti, che sono esistiti in passato parecchi tavoli di confronto per arrivare ad una conurbazione tra comuni limitrofi (Melicucco, Polistena, Cinquefrondi e San Giorgio) che inizi con servizi condivisi per la cittadinanza e prosegua, magari, con un progetto di conurbazione a lungo termine.


Dati e informazioni trovati


La parte più complessa del progetto è, senza dubbio, la ricognizione dei dati e la verifica della filiera delle gare e del’esecuzioni delle opere. La Calabria non è mai stata una regione brillante per certificazione della spesa comunitaria e, soprattutto, i fondi europei hanno avuto una elevata soglia di spreco per inefficienza delle pubbliche amministrazioni. Molto spesso gli interventi accumulano ritardi di anni, oppure le opere non riescono a partire, arrecando un grave danno non solo alle comunità, ma alla stessa immagine del territorio regionale con la relativa perdita di competitività. I primi dati sono stati reperiti, durante i lavori in classe (svolto in gruppi di ricerca, stante anche l’ampio coinvolgimento di alunni, ossia 30), attraverso la consultazione di Opencoesione, (la Bibbia del progetto), dal quale portale sono state estrapolate le informazioni di base: titolo del’opera, territorio di riferimento, tema, importo e andamento della spesa. Molti ragazzi provengono dalle zone interessate dal progetto ed è anche una sorta di devozione verso quei territori provare a monitorare un intervento e, contemporaneamente, trovare i mezzi e gli strumenti per promuoverne i contenuti.

Ci sono state parecchie difficoltà nel reperire informazioni aggiuntive sui portali ufficiali delle amministrazioni comunali o regionale. I soggetti attuatori non brillano per la pubblicità dei bandi relativi a questo progetto. Le uniche cose reperite sono alcune gare, ma non c’è traccia di documenti che descrivano in maniera chiara le linee progettuali, che vedano coinvolti altri soggetti nelle comunità interessate. Per questo motivo, dunque, il team ha deciso, nelle prossime settimane, di andare negli uffici tecnici e di incontrare i 4 sindaci per chiedere ulteriori ragguagli sul progetto e su quanto fatto da ogni singola amministrazione. Previo un accordo, inoltre, il gruppo di progetto vuole far visita alla cittadella della Regione Calabria, dove incontrerà i dirigenti che sovrintendono il dipartimento delle Politiche Comunitarie, ed in quella sede avere più informazioni possibili sul progetto di “Altanum” e magari capire se vi sono ulteriori possibilità di costruire una unione territoriale, guidata dalla Regione, in quell’area storica che comprende le 4 comunità.

Prossimi passi


Esistono più punti di approdo in questa ricerca. Il primo è senza dubbio scoprire se l’opera è stata conclusa, in quanto tempo, quali sono le tranche che eventualmente non sono state terminate e monitorarne le difficoltà. Il secondo, e non meno importante, è capire se il progetto abbia un valore estrinseco di comunità: se possa essere capace di unire i cittadini, richiamando le origini comuni e tracciare un orizzonte unitario. Il terzo punto è certamente il più complesso: indagare se esista, nelle comunità, una traccia di consapevolezza sul fatto che i fondi europei sono utili, e nello specifico costruiscono opportunità e occasioni di rilancio. La ricerca sarà completa, quindi, nel momento in cui sarà fatto un monitoraggio definitivo sull’opera – e sulle procedure attivate per ultimarla – e sul suo impatto sul territorio, non soltanto dal punto di vista infrastrutturale, ma anche sulla propedeutica a costruire percorsi comuni tra comunità limitrofe. Non sarebbe un lavoro serio e coscienzioso se non si cercassero eventuali criticità: nella progettazioni, nell’esecuzione, o addirittura nelle linee di ispirazioni dell’opera.

Per questo sarà fondamentale non solo cercare e confrontare i dati, ma interrogare i rappresentanti istituzionali del territorio, partendo dai comuni fino a giungere alla Regione Calabria. In un secondo momento, quindi, sarà fondamentale aprire un dibattito che coinvolga esponenti delle associazioni e della cultura, sarebbe a dire coloro che attendono da tanto tempo non solo l’occasione di confrontarsi sul futuro di Polistena, Cinquefrondi, Melicucco e San Giorgio, ma anche la possibilità di recitare un ruolo nelle transizioni di queste comunità. Il Team vuole, fortemente, ritagliare un ruolo anche alla scuola, perché proprio questa fondamentale istituzione formativa è quella che incide sulla capacità dei ragazzi di interessarsi al futuro dei territori. E sono proprio i giovani, e gli studenti, coloro che potrebbero beneficiare maggiormente di un sistema di conurbazione territoriale, messa in comune di mezzi di trasporto, che disegni una città più grande, con più occasioni e risorse per una generazione che, altrimenti, rischia di crescere solo per andar via.