Fase II: Analizzare

In cosa consiste questa fase?

  • Scaricare gli open data da OpenCoesione
  • Comprendere cos’è un indicatore
  • Osservare i dati: comprendere, raffinare, analizzare
  • Visualizzare i dati con semplici strumenti, aiutati da un esperto di dati
  • Organizzare un evento per la Settimana dell’Amministrazione Aperta (#SAA2019) nella vostra scuola o sul vostro territorio
  • Presentare i primi risultati della vostra ricerca durante l’evento e coinvolgere altri soggetti nella vostra ricerca

Articolo di Data Journalist redatto dal team di analisti

Un progetto condiviso da più città può essere il primo passo di una conurbazione? La risposta non è semplice, visto che esistono, da sempre, spinte particolaristiche nel tessuto comunale italiano. Il progetto “Sulla via di Altanum”, che il team OrgoglioSud sta monitorando, ha previsto interventi su vie e centri storici che valorizino le origini condivise di Polistena, Cinquefrondi, Melicucco e San Giorgio, sedi di un unico grande insediamento: Altanum. Il progetto, finanziato dai fondi di Coesione e da una quota di cofinanziamento regionale, ammonta a 379.298,59 euro.

Grafico 1

Il dato da cui iniziare, che potrebbe rivelarsi chiave, è la popolazione dei 4 comuni interessati (Grafico 2). Si tratta, demograficamente, di un comune di media grandezza e tre di dimensioni contenute. Qualora questi quattro comuni dovessero unirsi, dando vita ad un unico ente comunale, esso sarebbe tra i primi dieci per popolazione in Calabria, addirittura tra i primi cinque se si escludono i capoluoghi di provincia (come evidenziato ancora nel grafico 2).

Grafico 2

Unificare territori che ormai hanno una loro secolare autonomia non è semplice. I fattori di coesione, in effetti ci sarebbero: la prossimità territoriale, innanzitutto. Essi distano l’uno dall’altro massimo 5 km, arrivando, nel triangolo Melicucco-Polistena-Cinquefrondi, ad essere così confinanti da non avere percezione di dove finisca un comune e ne inizi un altro. La storia, poi, parla chiaro: tutti sono discendenti di quella fortificazione che era Altanum, che in epoche passete ha recitato un ruolo importante sul territorio. Il progetto, dunque, si è posto l’obiettivo di riqualificare quartieri o zone urbane ricadenti nella storica via di comunicazione tra i 4 comuni. Una immagine particolarmente esplicativa è quella utilizzata nello spazio dell’immagine descritta. In essa, infatti, si può notare come i 4 comuni ricadano in un quadrato quasi perfetto (si osservi con attenzione l’infografica 2) al cui interno vi sono due corsi d’acqua, precisamente il fiume Sciarapotamo e il torrente Vacale, che attraversano i comuni, non solo divenendo trait d’union tra i territori, ma rappresentando una memoria storica importante perché sulle sponde di questi fiumi si praticavano moltissime attività. Questa via di Altanum, delimitata dai due fiumi, portava, nel suo punto più alto, ad un passaggio naturale che univa il versante Tirrenico reggino a quello Ionico reggino, divenendo, dunque, una via naturale per due zone importanti della Calabria magnogreca.

Immagine 1

Da questo percorso si è partiti per tracciare una base del progetto finanziato dal FESR 2007-2013, che ha visto una spesa importante (come descritto dal grafico numero 3), destinata a riqualificare i centri storici con connotati comuni per tutti e 4 i municipi. La storia del progetto è stata inizialmente travagliata, perché tutto è partito a cavallo degli ultimi anni di programmazione. Il comune capofila, Polistena, ha gestito tutta l’attività burocratica e finanziaria, sebbene comunque tutti i comuni hanno avuto uno stanziamento quasi uguale di risorse. Sul portale OpenCoesione, facendo una ricerca del progetto si può notare come risultino mancanti circa il 25% dei pagamenti. La ragione è stata spiegata dall’ufficio tecnico del comune di Polistena, a precisa domanda del team OrgoglioSud, con un ritardo di rendicontazione e di fatture emesse dalle imprese che hanno portato avanti i lavori. Si tratta, dunque, di un progetto totalmente realizzato nella parte infrastrutturale e quasi ultimato nella sua propaggine finanziaria. Cosa si attendeva l’ente programmatore (Regione Calabria) dalla conclusione del progetto? Di sicuro un miglioramento del decoro urbano: sono state riqualificate piazze, posti nuovi pali per l’illuminazione pubblica, ma anche rifatta una scalinata storica del centro di San Giorgio Morgeto e la fontana simbolo della Villa Italia di Polistena. I risultati attesi a breve termine sono, certamente, una migliore estetica e una rinnovata vivibilità dei luoghi oggetto dell’intervento, ma lungo termine c’è, di sicuro, la sfida della conurbazione, magari lenta ma consapevole. È utile richiamare, ancora una volta, il grafico numero 2, in cui i dati demografici (elaborati dal team su input dell’archivio ISTAT) indicano che, esclusi i capoluoghi di provincia, la futuribile Altanum sarebbe la 4° città più popolosa della Calabria. E, da questo, ne discende che aumenterebbero i fondi destinati alle casse comunali (in virtù della legge dello Stato che premia le fusioni di comuni), si realizzerebbe economie di scala sui servizi e, soprattutto, la città avrebbe grande peso politico da spendere non solo nelle trattative regionali, ma persino nella progettazione e spesa del POR Calabria. Insomma, sulla “Via di Altanum” non è un progetto di semplice riqualificazione urbana, ma potrebbe essere la pietra angolare di una città (come presentata dalla suggestiva infografica 2) che guarda al passato per recitare un ruolo chiave nel futuro della Calabria.

Grafico 3